L'uccello di fuoco

Lo spettacolo, rivolto agli adulti e ai bambini, è ispirato all’omonima leggenda russa in cui un principe, Ivan, con l’aiuto de L’Uccello di Fuoco libera dalle grinfie del cattivo Kascey la principessa Vassilissa.

In scena, protagonisti della narrazione sono Corpo e Voce, contenitori di musica, movimento e colore.

Se la fiaba ha un potere che si perpetua al di là del tempo, così certe assonanze, certe geometrie, azioni fisiche e colori possono toccare corde intime di ognuno di noi.

Sinossi

Lo spettacolo trae ispirazione da antiche fiabe russe , tramandate dal novellatore Afanasief, che hanno come protagonista il prinicpe Ivan alle prese con Kascey l’immortale  e l’ uccello di fuoco. L’Uccello di fuoco è una figura mitica che può identificarsi con l’araba fenice, animale simbolico che muore e rinasce dalle sue stesse ceneri in un cerchio infinto che rispecchia la ciclicità del mondo in cui vita e morte, distruzione  e rinascita si susseguono.

Abbiamo preso ispirazione da diverse versioni delle favole russe e dalla trama del balletto “ L’ Uccello di fuoco”, uno dei famosi Balletti Russi di Daghilev, andato in scena per la prima volta nel 1910 all’ Opéra di Parigi con le musiche di Igor Stravinsky e le coreografie Mikhail Fokine .

La storia narra il viaggio del principe Ivan alla ricerca della principessa Vassilissa, che è stata rapita dal perfido stregone Kascey il quale , grazie alle sue unghie magiche, può pietrificare chiunque ostacoli il suo potere.

Ma Ivan ha un cuore puro e pronto ad amare, gli appare così in sogno il favoloso uccello di fuoco che gli dona una delle sue piume magiche con cui Ivan potrà chiamarlo quando avrà bisogno di aiuto. Durante il viaggio il giovane principe incontra alcuni animaletti in difficoltà  ( un pesce uscito fuori dall’ acqua, un uccellino caduto dal nido, una lumaca incastrata sotto un sasso), Ivan li aiuta e riceve in cambio delle canzoni consigliere che gli  infondono coraggio.

Giunge finalmente al castello di Kascey dove la povera Vassilissa è rinchiusa. I due si icnotrano ed è amore a prima vista. Kascey irrompe a rovinare il romantico momento e dà a Ivan tre prove da superare , pena la morte, non sapendo che il giovane ha un amico speciale…. E cosi’ si arriva al finale dello spettacolo in cui Ivan , aiutato dall’uccello di fuoco e dal pubblico riuscirà a superare le tre prove, a salvare Vassilissa e a sconfiggere Kascey. Nella lotta finale tra i due infatti , Ivan avrà il sopravvento ma deciderà di risparmiare il perfido stregone e di perdonarlo. Questo nobile gesto scioglierà l’ incantesimo, Kascey perderà tutti i suoi poteri e l’amore trionferà.

Note di regia

Lo spettacolo ha come intento quello di affascinare gli spettatori suscitando emozioni tramite la musica, l’immagine  e la danza. Per questo motivo la scelta stilistica è stata quella di abbinare alla musica di Igor Stravinsky, ricca di espressione e di movimento, una scenografia totalmente bianca e minimalista, dove ogni elemento è una scultura in movimento, multiforme , che cambia colore a seconda delle luci.

Gli origami, presenti nella scenografia e nei costumi delle attrici, contribuiscono a dare movimento alla scena poiché seguono il principio della trasformazione: da una forma ne nasce un’altra. La fantasia dei bambini è stimolata a trasformare la carta in alberi, castelli, animali e  in tutto ciò verso cui l’immaginazione dei piccoli spettatori  sarà accompagnata nel corso dei canti, della danza e dei movimenti di scena.

La parola origami infatti deriva dal  giapponese ori :piegare e gami:carta. E’ un’arte molto antica, nata in Cina e poi diffusa intutta l’ Asia.

In Giappone da sempre è stata praticata da bambini e adulti ,infatti è accessibile a tutti, basta avere un po’ di fantasia e concentrazione.

Dal punto di vista linguistico la scelta è stata quella di sintetizzare il più possibile il testo, in una narrazione dove la parola è intesa più come suono che come significato e dove la  musica è presente dall’ inizio alla fine con i brani di Stravinsky e con delle rielaborazioni musicali eseguite dal vivo tramite loop station. La loop station è uno strumento che permette di modulare la voce modificandola a seconda dei personaggi e creando ambientazioni sonore particolari.

Per quanto riguarda i movimenti scenici, in generale l’idea è stata quella della stilizzazione dei personaggi, in linea con la filosofia degli origami. Abbiamo cercato quindi di individuare per Ivan, Kascey e Vassilissa una forma del corpo caratterizzante, come se li avessimo dovuti disegnare; superato questo primo punto abbiamo pensato a ‘farli spostare nello spazio’ senza che perdessero la loro forma stilizzata ed essenziale.  Allo stesso modo le danze dello spettacolo sono geometriche e minimali, coerenti con l’atmosfera di origami che fa da cornice.

Un ruolo importante ha avuto anche l’uso del ritmo dei movimenti in relazione alla musica come se il corpo così come il canto andassero a costituire ulteriori strumenti musicali e favorissero un’armonia d’insieme volta a stimolare lo sguardo, l’ascolto e l’emotività dello spettatore.

  • Tipologia
    Una danza tra canto, musica e origami per grandi e piccoli
  • Età
    Dai 4 anni e
  • Data
    Famiglie: domenica 10 marzo 2019
  • Teatro Le Maschere
  • Compagnia
    ART N/VEAU

  • Autori
    Scritto e diretto da Cecilia Ventriglia e Giulia Zeetti
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