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Tre storie di Natale da raccontare ai bambini

  21 Novembre 2019

Natale è magia, luci, mistero. Le sue storie si intrecciano, facendoci tuffare in un’atmosfera fiabesca e incantevole, capace di sollecitare l’immaginazione dei più grandi e dei più piccini. Sono tante le leggende che si sviluppano attorno alle figure tipiche del Natale: dalla storia dell’albero di Natale alla Stella Cometa. Per questo motivo, abbiamo selezionato per voi tre racconti sul Natale da leggere ai vostri bambini.

La leggenda dell’albero di Natale
Era la Vigilia di Natale. Come da tradizione, tutte le famiglie tra i boschi, quella notte, avrebbero bruciato un ceppo di quercia nel camino. Il ceppo, però, mancava nella casa di un ragazzino, che decise di uscire per andare nel bosco a cercarlo. Era già tardi e presto fu buio; il ragazzino continuava a vagare tra gli alberi senza riuscire a trovare la strada per tornare a casa. Fu preso dalla paura e, come se non bastasse, grossi fiocchi di neve cominciarono a scendere diventando sempre più fitti. Assalito dallo sconforto il giovane ragazzo cominciò a domandarsi: “Riuscirò a uscire dal bosco? Chi potrà aiutarmi a tornare a casa? Festeggerò il Natale con i miei cari?” Fu in quel momento che, stanchissimo, vide un grande albero verde che spiccava tra gli altri e decise di rifugiarsi sotto i suoi rami: era un abete! Si sedette vicino al tronco, si raggomitolò e poi, ormai sfinito, si addormentò. L’albero intenerito, abbassò i suoi rami fino a farli toccare il suolo, in modo da formare una specie di capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino. La mattina dopo il ragazzino si svegliò e sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che, preoccupati, si erano messi a cercarlo. Uscito dal suo rifugio ancora impaurito per la brutta avventura, riabbracciò la sua famiglia. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami dell’abete, aveva formato delle splendide decorazioni di cristalli, ancora più belle alla luce del sole. Da allora, nel periodo natalizio, in ogni casa c’è un abete addobbato ed illuminato, in ricordo del meraviglioso spettacolo che gli abitanti di quel piccolo villaggio avevo visto quella mattina. E da allora l’abete ha i rami rivolti verso il suolo e, in ricordo di quella notte, è diventato il simbolo del Natale.

Il passerotto e l’abete
Un passerotto volava allegro di ramo in ramo fischiettando. Un giorno, però, il freddo diventò pungente e il cielo non prometteva nulla di buono. L’inverno era alle porte e per il povero uccellino era tempo di trovare un riparo per poter sopravvivere al gelo. Fu così che il passerotto si rivolse a una quercia chiedendo di potersi riparare tra i suoi rami. “Non posso” rispose il grande albero “le mie ghiande si risentirebbero e tu le mangeresti tutte”. Il passerotto non si fece abbattere e si rivolse a un salice. Ma anche in questo caso arrivò un rifiuto. “I miei rami soffrirebbero troppo nel darti riparo” disse il salice. Il passerotto, ormai smarrito, si rivolse al tiglio, alla betulla, all’olmo: tutti si rifiutarono di aiutarlo. Il tempo a disposizione ormai era poco, il gelo stava diventando insopportabile e il passerotto era stremato. Tutt’a un tratto vide in lontananza un abete. Raccolse le sue ultime forze e decise di fare un ultimo tentativo. “Caro Abete, sono stanchissimo, mi posso riparare tra i tuoi rami?” chiese il passerotto. Il possente albero guardò l’uccellino e disse: “Certo caro uccellino, il freddo è pungente ma i miei rami ti daranno tutta la protezione necessaria”. Il passerotto ringraziò e velocemente cadde in un sonno profondo. Nella notte una violenta bufera di neve colpì il bosco, il vento soffiò fortissimo ma il passerotto, che dormiva profondamente, non si accorse di nulla, protetto dai caldi rami dell’abete. Al risveglio, l’uccellino osservò un paesaggio desolato: tutti gli alberi avevano perso le foglie a causa del freddo. Solo l’abete era rimasto verde e rigoglioso e da quel giorno divenne la nuova casa del passerotto.

La storia della Stella Cometa
Una sera le stelline più vicine a mamma luna dissero: “Perché dobbiamo star sempre ferme nello stesso posto? Noi desideriamo muoverci: lasciaci andare, mamma.” La luna non sapeva che fare: non poteva lasciarle muovere tutte, perché avrebbero messo in disordine il cielo; così pensò di accontentarne una sola, la più buona e la più umile. C’era infatti una stellina che non si lamentava mai, se ne stava quasi nascosta e mandava una luce debole. La povera stellina aveva una punta rotta e ne provava tanta vergogna. La mamma volle renderla felice e coprì la punta spezzata con una bella striscia di argento, lunga e svolazzante. La stellina, quando si vide così bella, risplendette d’una luce più viva. Mamma luna le disse: “Va’ pure un po’ a spasso, cara, va’ dove vuoi.” La buona stellina volle rendersi utile a qualcuno. Guardò sulla terra, e vide tre Re che andavano sui cammelli, e sentì che cercavano il Bambino Gesù per adorarlo. Allora si abbassò, si abbassò, finché i tre Re la videro. “Oh! – gridarono – una stella cometa che si muove nel cielo! Seguiamola!” La stellina li guidò fino ad una capanna piena di luci e di canti. Su un povero giaciglio il Bambino Gesù apriva le braccia in un gesto d’amore. I Re lo adorarono e gli offrirono doni. La stellina, che si era posata sul tetto, si sentì felice. (di M. Lombardi)

Anche noi quest’anno racconteremo il Natale a teatro, attraverso due spettacoli.

“Stellina” andrà in scena dall’8 al 22 dicembre al Teatro le Maschere. Consulta la scheda dello spettacolo, clicca qui.

La magia del Natale avvolgerà anche il teatro Ciak, con lo spettacolo “Un fantasma per Natale”. Puoi consultare la scheda dello spettacolo cliccando qui.