Bellezza Orsini

NELL’AMBITO DI AMORI RUBATI

Maria Cristina Gionta in
BELLEZZA ORSINI

Liberamente tratto dal libro “Bellezza Orsini. La costruzione di una strega”
di Michele Di Sivo
Ideazione e regia Adriano Evangelisti
Musiche e suoni dal vivo di Emiliano Ottaviani

DAL 15 AL 18 OTTOBRE AL TEATRO LE MASCHERE

15 – 16 – 17 ottobre alle ore 20.00
18 ottobre alle ore 17.00

 

LA STORIA

Nel 1528 Bellezza Orsini, figlia naturale di Pietro Angelo e serva degli Orsini, feudatari di Monterotondo, fu accusata di stregoneria in seguito alla fama pubblica sui suoi malefici con le erbe.

Processata e torturata nella Rocca di Fiano Romano, finì per cedere alle accuse passando da una decisa difesa dei suoi comportamenti alla descrizione del sabba col diavolo attorno all’albero di noce di Benevento.

Alla condannata viene applicata la tortura riservata agli uomini, senza le attenuazioni usuali per le donne, in quanto strega. Al settimo tratto di corda Bellezza crolla a terra e confessa di essere strega, di aver insegnato la “stregoneria” e di aver ammalato e guarito per denaro.

L’evento ha un epilogo tragico. Il notaio stesso che trascrive il verbale, la ritrova riversa a terra moribonda. Sgozzatasi con un chiodo alla gola pronunciò che “tentata dal diavolo si era uccisa per scomparire dal mondo”.

Il prezioso quaderno di Bellezza, scritto con “mano di strega”, è gelosamente conservato presso l’Archivio di Stato di Roma ed è stato il potente ispiratore del libro dell’archivista e storico Michele Di Sivo, da cui è liberamente tratto lo spettacolo.

NOTE DI REGIA

Addentrarsi nel mondo di Bellezza Orsini, figlia naturale di Pietro Angelo Orsini, nata tra il 1475 e il 1480, accusata di aver cagionato la morte di un giovane uomo e sottoposta a processo per stregoneria nel 1528 nella Rocca di Fiano Romano, significa entrare in contatto con unguenti ed emozioni, con pozioni e dicerie, con tortura e mistero. Ma soprattutto vuol dire maneggiare gli arcani fogli scritti durante la prigionia nel famoso quaderno autografo, raro documento storico conservato tutt’oggi insieme alle carte processuali all’archivio di Stato di Roma, che non solo offre una testimonianza diretta dei rimedi erboristici e di altre pratiche “guaritrici”, ma restituisce anche la pressione psicologica alla quale veniva sottoposta una donna accusata di stregoneria in Italia.

Se Bellezza sia stata realmente una strega o se avesse confessato di esserlo pur di salvarsi dal rogo non è il fulcro della nostra indagine; il racconto proposto è piuttosto un susseguirsi disordinato di schegge della sua vita, in un affascinante e comprensibilissimo dialetto sabino medioevale, intercalato da preziose canzoni con analoga musicalità, per comporre, in definitiva, un omaggio ad una donna libera, coraggiosa, rivoluzionaria, talmente capace di discernere da porci continuamente il quesito su quanto sia importante la “conoscenza” che tuttavia non deve mai cancellare ” il dubbio”.

Adriano Evangelisti

 

“Bellezza Orsini” è parte delle attività inserite nella rassegna “Amori rubati”.

Il progetto, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

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Al teatro Le Maschere Dal 15 al 18 ottobre 2026